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Per Sorridere

Per sorridere con la pubblicità


Barzellette...  istruzioni per l’uso

Possiamo tranquillamente affermare che la barzelletta è un modo unico e genuino per ridere e per far ridere.

 

Infatti, come affermano quasi tutti i dottori in Psicologia, ridere è terapeutico. Contrariamente a quanto affermavano i latini ("risus abbundat in ore stultorum") il ridere ha una forte valenza di cambiamento in senso migliorativo dell’atteggiamento di ciascuno nei confronti delle cose e delle persone che lo circondano; concetto molto usato in pubblicità per attrarre l’attenzione e mettere in buona luce il prodotto pubblicizzato come ben evidenziato nell’articolo L’ironia in pubblicità, da una intervista ad Annamaria Testa di Mariateresa Truncellito di cui consigliamo vivamente la lettura.

Date queste premesse, ed essendo questo sito dedicato alla stampa pubblicitaria, abbiamo fatto la scelta di inserire le barzellette, aforismi e slogan su argomenti che trattassero di pubblicità, comunicazione, vendita, rappresentanza e, per estensione, del lavoro in generale.

Abbiamo selezionato gli argomenti ed utilizzato nei testi termini ed espressioni convenienti in modo da non offendere la sensibilità di nessuno anche se, per forza di cose, abbiamo a volte dovuto usare termini definiti volgari ma ormai divenuti purtroppo d’uso comune e di conseguenza non sono stati censurati; qualora comunque non fossimo riusciti nel nostro intento vi preghiamo di comunicarcelo via e mail, provvederemo immediatamente a risolvere il disguido.

Sono inoltre graditi suggerimenti, apprezzamenti o critiche costruttive ed eventuali altri testi comici che, se giudicati interessanti, verranno inseriti nell’elenco che vi invitiamo a leggere.

buon divertimento... e un consiglio...

Non fate indigestione di barzellette!

Leggete tre o quattro barzellette al giorno e cominciate con quelle che vi riguardano direttamente o che più stuzzicano la vostra curiosità; l’operazione risulterà facile dal momento che le abbiamo ordinate per temi in ordine alfabetico.

Ognuno troverà la barzelletta che fa per lui.

Cos’è una barzelletta?


La parola "Barzelletta" letteralmente sta a significare: "Composizione poetico-musicale di origine popolare, fatta di pensieri bizzarri o motti sentenziosi spesso slegati tra loro".

Il termine è di etimo incerto, e, in poesia e musica, definisce anche una ballata di più strofe destinata ad un accompagnamento musicale, particolarmente diffusa fra in XV e il XVI secolo, sempre di tono lieve e di argomento scherzoso.

Nel tempo, persa la caratteristica poetica o musicale è rimasto, nell’uso comune, la descrizione di un breve racconto umoristico, trasmesso prevalentemente in forma orale, che mira a scatenare una reazione di ilarità nell’ascoltatore.

La barzelletta infatti è strettamente legata alla forma orale; viene spesso accompagnata dalla mimica del raccontatore e da una caratterizzazione caricaturale dei protagonisti, per conferire corpo e forza al racconto. Questo probabilmente perché la brevità della vicenda, quasi sempre raccolta in poche frasi, necessita di uno stile simile al recitativo per ottenere il coinvolgimento dello spettatore e, quindi, il massimo effetto.

Proprio in questa necessità di interpretazione risiede il successo della barzelletta, che, se non riportata con il giusto coinvolgimento, riesce al massimo a far sorridere. In questo caso si dice normalmente che il narratore "non le sa raccontare".

Tecnicamente il meccanismo linguistico, alla base della barzelletta, è composto da un racconto più o meno articolato dove viene descritto il rovesciamento in forma comica, ridicola o semplicemente inusuale di una situazione normale, quotidiana, che può essere condivisa e compresa da chiunque.
Questo rovesciamento può aversi già all’inizio o nel corpo del racconto della barzelletta, oppure, più frequentemente, al termine della storia, sfruttando così al massimo l’effetto sorpresa della situazione inattesa. Può avere come protagonisti e ignare vittime intere categorie sociali (i Politici, le Forze di Polizia, Carabinieri, Extracomunitari, Medici ecc...), personaggi famosi (Attori, Calciatori) Intere popolazioni (negli USA sono particolarmente diffuse le barzellette sui Polacchi e in Francia sui Belgi mentre in Italia ancora resistono le barzellette sulle popolazioni del Sud Italia e viceversa); in una parola qualsiasi persona o categoria di persone si decida di ridicolizzare.
Esistono comunque alcuni personaggi ricorrenti della barzelletta, fra i quali è degno di nota il bambino, un po’ monello ma furbetto, Pierino, ampiamente diffuso nelle barzellette di tutta Italia.

Un’altra cosa è la freddura, che condensa di solito in una o due sole frasi l’effetto comico.

Ancora la parodia - dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) è l’imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale.
In un’accezione più comune tale rielaborazione avviene in chiave comica o più spesso farsesca; tipica la parodia dotta in ambienti Goliardici (come i poemi burleschi Ifigonia che rimanda all’Ifigenia di Euripide) fu successivamente ripresa anche con discreto successo dalla parodia nei fumetti nella pubblicità (Spermaflex il famoso matecazzo a molle). Nella propaganda politica (la rivisitazione in chiave parodica dei manifesti di Forza Italia). Nel cinema, dove impera la parodia in un sottogenere di film popolari comici (L’ Esorciccio di storica memoria) e soprattutto nei film porno (L’albero delle zoccole sul modello del famoso e bellissimo film di Olmi).

Per ultimo la satira (dal latino satura lanx, nome di una pietanza mista e colorata) è una forma libera e assoluta del teatro, un genere della letteratura, e di altre arti caratterizzato dall’attenzione critica alla vita sociale, con l’intento di evidenziarne gli aspetti paradossali e schernirne le assurdità e contraddizioni etiche; si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.

La satira va nettamente distinta da altri aspetti del umorismo anche se con esso condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale; infatti con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone, con il carnevalesco condivide la componente "corrosiva" e scherzosa con cui denunciare impunemente, con l’ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva, mentre con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita....



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